Il caso delle false recensioni su TripAdvisor

Una stella per domarli, una stella per trovarli, una stella per ghermirli e nell’oscurità incatenarli

Le recensioni sono diventate ormai uno dei principali modi per valutare i servizi di un’azienda in un mondo dominato da e-commerce, marketing digitale e servizi che si servono del web come mezzo di vendita-acquisto. Tutti noi ci siamo trovati a dover scegliere se acquistare un determinato bene o servizio fidandoci delle recensioni positive degli utenti che prima di noi hanno avuto la possibilità di fare esperienza diretta con una certa azienda: nessuno è immune al potere delle stelline, esse esercitano su di noi un potere simile a quello dell’Unico Anello! Ma non è sempre tutto oro quello che luccica.
Sempre più di frequente è possibile imbattersi in recensioni finte (sia negative che positive) che condizionano in maniera errata il giudizio dei consumatori nei confronti di un servizio e/o attività. Qualcosa però sembra finalmente smuoversi. È di qualche giorno fa la sentenza del Tribunale di Lecce che definisce queste pratiche un vero e proprio reato.

Il caso PromoSalento: false recensioni su TripAdvisor per screditare i competitor

Il 12 settembre 2018 il tribunale di Lecce ha deciso di imporre una multa di 8000 euro al proprietario del sito di PromoSalento. Il webmaster del sito, infatti, vendeva pacchetti di recensioni finte ad aziende, facendo ritrovare così chef e pizzaioli invasi da recensioni negative riferite alle proprie attività e piazzate su TripAdvisor da account fittizi. Per questo la sentenza del Tribunale penale di Lecce che ha condannato il proprietario di PromoSalento a 9 mesi di carcere e al pagamento della salatissima multa.
Una sentenza storica per il mondo di internet, che finalmente tutela i consumatori e le aziende.

L’esperienza di Novasoon

Durante quest’anno e negli scorsi anni abbiamo ricevuto diverse richieste da parte di potenziali clienti di “recensioni a pacchetto”. In sostanza molte persone ci hanno richiesto di scrivere recensioni sia negative che positive rispetto alcune aziende o alcuni servizi. L’eticità che da sempre ci guida nel nostro lavoro ci ha fatto però sempre rifiutare questo genere di servizio poiché crediamo che il web debba essere quanto più possibile limpido per i consumatori e proficuo per le aziende. Proprio per questo abbiamo sempre cercato di proporre ai nostri interlocutori un’altra via per potenziare la parte dell’acquisizione di buone recensioni o di eliminazioni di recensioni negative. Di solito, difronte a queste situazioni proponiamo in servizio di analisi delle recensioni e per eventualmente richiedere l’eliminazione di quelle negative, qualora risultassero essere opera di competitor che agiscono in maniera scorretta. Si può infatti richiedere l’eliminazione di recensioni negative nel caso in cui ci fossero delle violazioni dei termini di TripAdvisor (o di altre piattaforme).
È sempre bene tenere a mente che è più remunerativo investire in azioni che portino ad un’acquisizione naturale di recensioni positive.

Vi assicuriamo che valgono di più e funzionano meglio di mille pacchetti di recensioni fake.

Promuoviamo sempre e comunque una sfida etica e sana con i competitor: i consumatori a lungo andare riconoscono la qualità di un determinato prodotto rispetto le proprie esigenze, non rischiate quindi di incorrere in pratiche scorrette per guadagnare una “reputazione di plastica”.

Potete leggere l’intera vicenda delle recensioni false su TripAdvisor sull’articolo di Repubblica

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