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Adriana Gascoigne e la sua “Girls in Tech”: il futuro delle donne nelle STEM

Digital Gender Divide, il freno dell’innovazione al femminile

È il febbraio del 2007 quando Adriana Gascoigne nota che il numero di donne nel suo ufficio è decisamente irrilevante.
50 persone di cui solo una donna: lei.
Un singolo sguardo le è bastato per comprendere che la disparità di genere dilagava nel lontano 2007 e che, purtroppo, continua ad essere uno dei principali problemi dei nostri tempi.
Le donne che hanno accesso alle tecnologie sono in percentuale minore rispetto agli uomini, e il gender digital divide è un problema reale, nonostante la situazione mostri segni di miglioramento. Generalmente le donne ricevono una formazione meno tecnica e meno mirata all’uso delle tecnologie rispetto agli uomini e in più non sono molto incoraggiate ad intraprendere percorsi di studio nelle STEM (science, technology, engineer, mathematics). A testimonianza di questo, numerose sono state le iniziative intraprese da governi volte a favorire l’ingresso di giovani donne negli ambienti disciplinari STEM e per favorire in generale il digital empowerment delle donne. Troppo spesso, infatti, le ragazze sono condizionate inconsciamente da pregiudizi e stereotipi radicati nelle nostre culture, e che portano a credere che esistano ancora lavori “per uomini” e lavori “per donne”. Ancora oggi, purtroppo è possibile ascoltare frasi tipo “Non è roba per femmine”, “Non è per te”.

Ed è proprio per combattere questi luoghi comuni sulle donne, che Adriana Gascoigne fonda la sua Girls in Tech, un’ organizzazione no profit che propone Bootcamp, programmi di Mentorship, Global Classroom e conferenze su temi di innovazione al femminile. Dalla sua fondazione nel 2007, sono state tantissime le ragazze hanno potuto avvicinarsi a temi che fino a qualche anno fa sembravano ad appannaggio esclusivo degli uomini.
Un’iniziativa, quella della Gascoigne, che negli anni ha riscosso notevole successo e che ha portato Girls in Tech in più di 50 paesi nel mondo. Un risultato che testimonia quanto si sentisse l’esigenza di un’idea del genere!

Quali sono i rischi del gender digital divide?

Uno degli svantaggi più grandi del tagliare fuori le donne dal mondo digitale e dalla conoscenza e del sapere scientifico, limitando il loro accesso alla tematica dell’innovazione è quello di non permettere una crescita uniforme della nostra società. Il divario digitale tra uomini e donne alimenta logiche unilaterali di crescita e non permette una crescita innovativa partecipata. In un momento di fermento tecnologico come quello che stiamo vivendo, in cui internet e le nuove tecnologie stanno apportando cambiamenti radicali nel modo in cui facciamo economia e organizziamo la nostra società è importante e fondamentale insistere su questo tema e incoraggiare le donne ad avvicinarsi ad un modo che fino a poco tempo fa apparteneva solo agli uomini.

 

Adriana Gascoigne CEO di Girls in Tech

Con quali armi combattono le Girls in Tech?

Il programma di Girls in Tech è chiaro: far aumentare il numero delle donne impegnate nel campo tecnologico attraverso Global Classoroom, un ambiente di apprendimento che fornisce l’accesso a corsi online e risorse per migliorare le conoscenze collegate alle discipline STEM.
È il sapere l’arma più efficace da utilizzare per combattere strati di cattive abitudini che abbiamo accumulato negli anni. Girls in Tech ha come obiettivo quello di accelerare il processo di crescita di donne innovative e del loro ingresso nel mondo dell’industria High-Tech.